Archivio per la Categoria Politica

Il bavaglio

Posted in Politica on Ottobre 19, 2007 by sebarbarossa

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Nonostante sia qui a studiare affannosamente (e inutilmente) per il tema di matematica, non ho potuto fare a meno di riportare questa notizia.

Il Disegno di Legge Prodi-Levi prevede che chiunque voglia gestire un blog debba iscriversi al ROC, cioè uno speciale registro dell’ Autorità delle Comunicazioni. Diventa prodotto editoriale qualunque cosa venga pubblicata su Internet, anche senza fini di lucro. La procedura per iscriversi è lunga e complessa; non solo: diventando prodotto editoriale, ogni “editore” deve essere responsabile per qualunque forma di diffamazione: quindi si rischierebbe la galera.

Non so cosa dire. Resto attonito di fronte a questa proposta, che imbavaglierebbe di fatto la comunicazione libera di idee su Internet: i promotori di questo disegno sostengono che questo sia necessario affinchè Internet non resti in mano di grandi gruppi (Sergio Bellucci).

Ma ciò è completamente falso: anzi, se questa legge venisse approvata allora sì la comunicazione cadrebbe in mano dei grandi gruppi (come di fatto avviene – con poche eccezioni – nell’editoria (giornali e televisione), e verrebbe persa dalla gente comune che intende comunicare – come me – attraverso la Rete.

Confidando – ma senza troppa convinzione – che questa legge venga respinta, torno a studiare… :(

Miopia ambientale

Posted in Politica on Marzo 24, 2007 by sebarbarossa

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L’inverno insolitamente caldo con il colpo di coda del freddo che ha rischiato di distruggere le coltivazioni (in Trentino di meli) hanno mostrato come il cambiamento climatico sia reale e non certo un’ipotesi pessimistica di un gruppetto di scienziati.

Il rapporto dell’ IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change) ha previsto che entro la fine del secolo la temperatura superficiale della Terra crescerà da 1,4 a 4 gradi, ma non è da escludere, per quanto improbabile, l’aumento fino a 6 gradi.
Ora, si pensi quando la temperatura del corpo umano aumenta: se aumenta di un grado cominciamo ad accusare un lieve malessere; se sale a 38 gradi abbiamo la febbre; a 39 stiamo male; a 40 – 41 (4-5 sopra la normale temperatura corporea) siamo in gravissime condizioni, rischiamo la morte.
Lo stesso è con la Terra.
Gli effetti si stanno manifestando con più violenza che in passato, pertanto molti Stati hanno intrapreso politiche ambientali. Contro l’amministrazione Bush, diversi Stati americani hanno fatto legge il protocollo di Kyoto.
E in Italia?
In “leggera” controtendenza: ad esempio, la giunta regionale molisana ha impedito la costruzione di un impianto eolico offshore, cioè a circa tre chilometri della costa, pressochè invisibile dalla spiaggia (v. la foto sotto)
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Le organizzazioni ambientalisti sono rimaste attonite di fronte a questa decisione. Secondo loro manca un appoggio di Eni ed Enel nello sviluppo di energie alternative. Anzi, ENI ha acquistato un reattore nucleare in Slovacchia, causando una crisi diplomatica con l’Austria, poichè il reattore è al confine.

E l’ennesimo caso di miopia ambientale propria della classe politica italiana: il fatto stesso che non esista un forte partito dei Verdi, come in Germania, o in misura minore in Francia, dimostra come non ci sia una coscienza dell’ambiente, nè nessuno se ne vuole occupare.
E’ ovvio che deve esserci un’inversione di tendenza. In che modo?
Già solo che se ne parlasse ai telegiornali non alla metà del notiziario o dopo, ma in primo piano, al posto di argomenti decisamente più futili come il calcio, la televisione e molto altro.
Così già il problema sarebbe sottoposto all’attenzione della gente.
Adesso bisogna cambiare.

L’avvilente Clemente

Posted in Politica on Marzo 3, 2007 by sebarbarossa

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Se c’è uno che proprio non sopporto nella coalizione di centro-sinistra, è lui: Clemente Mastella.
E’ ministro della giustizia. Non so in base a che cosa: forse per le sue competenze?
Non credo: secondo Wikipedia è laureato in filosofia, ed è un giornalista. Che qualità ha per ricoprire tale carica?
Allora forse per il peso politico del suo partito?
Lasciamo perdere: l’UDEUR ha ricevuto appena l’1,4% dei voti, non superando lo sbarramento nazionale; partecipa alla ripartizione dei seggi solo in qualità di “miglior perdente”.
Il capo di un partito che riceve così pochi voti dovrebbe starsene buono nel suo seggio, e, al massimo, accontentarsi di un sottosegretariato, non certo di un ministero.

E invece Mastella cosa fa?
Esige da Prodi il ministero della difesa e qualche sottosegretariato. Come compromesso gli viene assegnato il ministero della giustizia.
Due mesi dopo fa varare dal Parlamento l’indulto (con grande soddisfazione di molti esponenti di centro-destra), scontrandosi con Antonio Di Pietro che definisce il provvedimento “un colpo di spugna immorale e inaccettabile”, liberando, tra gli altri, delinquenti ancora in attesa di giudizia, e riducendo la pena per ergastolani.

E sui DICO? Dice che insieme ad Andreotti “vigilerà” affinchè non venga passato il disegno di legge, remando contro gran parte della coalizione.

Capriccioso e viziato come un bambino, ogni volta che qualcuno gli obietta qualcosa, lui piange e minaccia di andarsene dall’altra parte. Ex democristiano si è abituato bene (è deputato sin dal 1976!) al lavoro della politica, ha capito come sguazzarci dentro e come ottenere qualcosa, dal momento che gli elettori non lo votano: frignando.

Fiduciosi

Posted in Politica on Febbraio 28, 2007 by sebarbarossa

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Pochi minuti fa il Senato ha votato e approvato la fiducia per Prodi: 158 voti, tutti quelli della coalizione di centro-sinistra, più quelli, ormai ininfluenti, di quattro senatori a vita.
Una domanda è d’obbligo: quanto potrà durare? Turigliatto, colui che con la sua astensione sulla missione in Afghanistan aveva fatto saltare il governo, ha già detto che è contrario al rinnovo della missione in Afghanistan e sulla TAV; Pallaro, senatore eletto dagli Italiani all’estero ha detto che voterà contro i Dico; Rossi, l’altro “dissidente”, è uscito dal suo partito Prc-Verdi, per andare nel gruppo misto.
Si capisce che i problemi che hanno portato alla caduta di Prodi si ripresenteranno: forse verranno superati grazie ai senatori a vita e a Follini, ma comunque creeranno una forte incertezza su temi importanti, bisognerà sempre appellarsi al voto di fiducia.

Ora, il sistema elettorale è il maggioritario: in base al numero dei voti il partito ha a disposizione un certo numero di deputati da assegnare. Senatori e deputati sono scelti dai loro partiti. Pertanto questi non rappresentano direttamente nessun cittadino, ma il loro partito, o meglio, le sue direttive.
E allora perchè uno come Rossi se ne va come e quando gli pare, Di Gregorio addirittura cambia schieramento, Turigliatto in sostanza continuerà a votare come gli pare?
Deputati e senatori, col sistema maggioritario, non sono altro che “macchine votanti” che devono solo ubbidire: non devono prendere una propria iniziativa; i cittadini hanno votato i partiti che fanno le loro scelte (anche discutibili) di alleanze.
Perchè allora non si dimettono, e lasciano il posto a qualcun altro che voti secondo le linee del partito?
Ma evidentemente, come spesso accade, il buon senso manca.