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Dream Theater: The Glass Prison

Posted in Musica on Novembre 9, 2007 by sebarbarossa

E sempre per la sezione musica ecco qui quello che io ritengo uno dei migliori gruppi rock/metal al giorno d’oggi, sia come compositori che – in particolar modo – come esecutori: i Dream Theater!

Questa canzone è tratta dal doppio album Six degrees of inner turbulence e rappresenta una svolta nello stile del gruppo: il brano tocca dei picchi di “durezza” mai raggiunti prima dal gruppo americano, e risente dell’influenza di gruppi come Metallica e Korn. Tuttavia è proprio questa rilettura in chiave progressiva (basta sentire la successione di arpeggi di chitarra prima e synth poi nella prima parte che sembra presa – o lo è sul serio? :) – da uno studio di Chopin) che rende interessantissimo ed eccitante questo pezzo, riuscendo a combinare due generi (quello nu-metal e quello progressivo) apparentemente distanti tra loro.

Poi, se proprio la canzone non piace, non si potrà non ammirare la bravura di tutti e cinque i musicisti, forse tra gli ultimi virtuosi della scena della musica “non-colta” (virgolette d’obbligo).

P.S. Ascoltare questa canzone la mattina mentre si va a prendere la corriera ha un effetto molto più forte di una buona sveglia! ;)

La fine di IMSLP (o no?)

Posted in Musica on Novembre 9, 2007 by sebarbarossa

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Per il mondo della musica classica è stato un duro colpo: la International Music Score Library Project (IMSLP) è stata chiusa dal suo fondatore Feldmahler a causa di una lettera di diffida da parte della Universal Edition AG, che ha minacciato azioni legali contro il sito per aver pubblicato spartiti coperti ancora dai diritti d’autore; va detto questo: il server del sito è localizzato in Canada, dove i diritti d’autore decadono 50 anni dopo la morte dell’autore, e, di conseguenza, venivano pubblicate le prime edizioni (con i caratteri in cirillico) di spartiti di autori come Rachmaninov (morto nel 1943), Bartòk (1945) Gershwin (1937), etc…

Le leggi del copyright – questo è il punto – non sono uguali in tutti gli stati: negli Stati Uniti i diritti decadono 70 anni (o più… non ricordo…)dopo la morte, in Europa variano da stato a stato. Pertanto, secondo la Universal Edition, si dovevano filtrare gli IP non canadesi, cosa in pratica impossibile. Per questo motivo Feldmahler ha preferito chiudere il server.

Tuttavia, secondo l’esperto Michael Geist, non c’era motivo di bloccare il sito poichè “Il Canada ha scelto un termine di copyright che risponde agli obblighi internazionali - scrive l’esperto – e provare a importare termini più lunghi, come nel caso in oggetto, non solo è una cosa che dovrebbe essere respinta al mittente ma dovrebbe essere trattata come un vero e proprio abuso del copyright”.

Non si sa come andrà a finire: probabilmente verrà riaperto in un altro modo, probabilmente con molte più limitazione.

Fatto sta che IMSLP comunque era diventato un punto di riferimento e un’ enorme risorsa per tutti gli appassionati di musica: si potevano reperire facilmente composizioni, edizioni rarissime, pressochè introvabili anche su i cataloghi delle case editrici. Il sito dimostrava ancora una volta la potenza della Rete e la sua superiorità nei confronti di ogni altra forma di comunicazione come velocità e quantità e – soprattutto in questo caso – di qualità.