![]()
L’inverno insolitamente caldo con il colpo di coda del freddo che ha rischiato di distruggere le coltivazioni (in Trentino di meli) hanno mostrato come il cambiamento climatico sia reale e non certo un’ipotesi pessimistica di un gruppetto di scienziati.
Il rapporto dell’ IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change) ha previsto che entro la fine del secolo la temperatura superficiale della Terra crescerà da 1,4 a 4 gradi, ma non è da escludere, per quanto improbabile, l’aumento fino a 6 gradi.
Ora, si pensi quando la temperatura del corpo umano aumenta: se aumenta di un grado cominciamo ad accusare un lieve malessere; se sale a 38 gradi abbiamo la febbre; a 39 stiamo male; a 40 – 41 (4-5 sopra la normale temperatura corporea) siamo in gravissime condizioni, rischiamo la morte.
Lo stesso è con la Terra.
Gli effetti si stanno manifestando con più violenza che in passato, pertanto molti Stati hanno intrapreso politiche ambientali. Contro l’amministrazione Bush, diversi Stati americani hanno fatto legge il protocollo di Kyoto.
E in Italia?
In “leggera” controtendenza: ad esempio, la giunta regionale molisana ha impedito la costruzione di un impianto eolico offshore, cioè a circa tre chilometri della costa, pressochè invisibile dalla spiaggia (v. la foto sotto)
![]()
Le organizzazioni ambientalisti sono rimaste attonite di fronte a questa decisione. Secondo loro manca un appoggio di Eni ed Enel nello sviluppo di energie alternative. Anzi, ENI ha acquistato un reattore nucleare in Slovacchia, causando una crisi diplomatica con l’Austria, poichè il reattore è al confine.
E l’ennesimo caso di miopia ambientale propria della classe politica italiana: il fatto stesso che non esista un forte partito dei Verdi, come in Germania, o in misura minore in Francia, dimostra come non ci sia una coscienza dell’ambiente, nè nessuno se ne vuole occupare.
E’ ovvio che deve esserci un’inversione di tendenza. In che modo?
Già solo che se ne parlasse ai telegiornali non alla metà del notiziario o dopo, ma in primo piano, al posto di argomenti decisamente più futili come il calcio, la televisione e molto altro.
Così già il problema sarebbe sottoposto all’attenzione della gente.
Adesso bisogna cambiare.

